Carne equina: Fiesa Confesercenti, a rischio decine di specialità tradizionali e un’intera filiera economica
Dalla pastissada veronese alla pìcula piacentina, dalla faldìa emiliana agli sfilacci veneti, passando per il cavàl pisst di Parma, i pezzetti di cavallo alla pignata del Salento e le polpette catanesi. Senza contare salami, soppressate e altri stagionati equini che, in diverse aree del Nord, rientrano nella tradizione norcina. Un eventuale divieto di macellazione, vendita e consumo di carni equine avrebbe un impatto diretto su decine di specialità locali e su un’intera filiera economica che parte dagli allevatori e arriva a macellerie specializzate, distribuzione alimentare e ristorazione. Così FIESA Confesercenti. Una scelta di questo tipo – di chiara matrice ideologica – inciderebbe concretamente su tradizioni radicate e su un pezzo di economia diffusa nei territori. I consumi di carne equina si sono ridotti nel tempo, ma restano alla base di…
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Fonte: Confesercenti Nazionale


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