Manifestazione d’interesse affitto punti vendita Mercato Ittico di Reggio Calabria

La società Ittica 2C a seguito dell’affidamento temporaneo della gestione della struttura adibita a Mercato ittico sita sulla banchina levante del Porto di Reggio Calabria per lo svolgimento dell’attività primaria di vendita all’ingrosso di prodotti ittici indice procedura pubblica per l’assegnazione in locazione di n. 4 punti vendita per la commercializzazione all’ingrosso di prodotti ittici, senza la possibilità di svolgimento di alcun altra attività correlata.

Per maggiori informazioni e/o partecipare alla manifestazione d’interesse scaricare i documenti dai seguenti link

MANIFESTAZIONE DI INTERESSE – LOCAZIONE PUNTI VENDITA (1)

SCHEMA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

Ryanair a Reggio Calabria. Le considerazioni del presidente Claudio Aloisio: il territorio e pronto?

La notizia ufficiale è che Ryanair aprirà un Hub a Reggio Calabria. In parole semplici, la nota compagnia low cost farà base con un aeromobile nell’Aeroporto dello Stretto e ciò gli permetterà di programmare otto destinazioni settimanali: quattro nazionali e quattro europee.

Partendo, quindi, da questa positiva novità desidero fare due considerazioni. La prima è funzionale, consentitemi, a un sassolino nella scarpa che mi vorrei togliere: era il 12 agosto quando dichiaravo che grazie all’ostinazione del presidente della Camera di Commercio Ninni Tramontana supportato da tutte le associazioni datoriali, dopo mesi di muro contro muro si era finalmente riavviata l’interlocuzione tra le Istituzioni reggine, la Regione e la Sacal. Interlocuzione che aveva portato a un incontro tra le parti da me pubblicamente definito proficuo, in cui si era tracciata una road map la quale, punto per punto, sino ad oggi è stata rispettata.

Ci tengo a precisarlo perché in quel periodo ho ricevuto molte critiche da chi ora, alla luce dei risultati ottenuti con l’impegno, il confronto e un atteggiamento costruttivo e non sfascista, si è già rimangiato quello che affermava unendosi al coro dei complimenti per il risultato ottenuto. D’altra parte si sa: mentre i fallimenti sono sempre orfani, i successi hanno tanti genitori veri o presunti che siano.

La seconda considerazione, invece, è molto più importante e riguarda l’ennesima grande occasione che ci viene concessa grazie a questo risultato. Un’occasione che non riguarda solo il nostro scalo il quale ha finalmente la possibilità di rinascere divenendo veramente, e non soltanto nel nome, l’Aeroporto dello Stretto, ma tutto il territorio. Ryanair è un volano formidabile per lo sviluppo turistico delle zone dove è presente. Basti pensare, giusto per fare un esempio, a Genova dove ha portato in pochi mesi un incremento del 46% degli arrivi turistici internazionali.

Il problema è: noi siamo pronti?

La risposta è tanto semplice quanto sconfortante: no, non lo siamo. Non abbiamo gli strumenti che consentano di fare rete, sviluppare servizi di incoming e accoglienza, creare opportunità agli operatori economici per prepararsi adeguatamente.

Come Confesercenti Reggio Calabria, supportati nella nostra richiesta anche dalla Camera di Commercio, chiediamo da anni l’istituzione di una DMO una società pubblico/privata che abbia come unico obiettivo lo sviluppo turistico dell’area metropolitana reggina. Purtroppo ad oggi inascoltati.

Eppure basterebbe prendere esempio da quelle province e regioni dove il turismo funziona veramente per importare delle “buone pratiche” che permettano anche a noi di avviare un percorso virtuoso di sviluppo turistico condiviso. E ci si deve muovere adesso, subito, con una precisa strategia di promozione e accoglienza, facendo leva sulle peculiarità di una terra che ha tutte le carte in regola per divenire una meta ambita e apprezzata. Altrimenti si rischia il gigantesco flop di un’altra occasione irripetibile che siamo stati capaci di non cogliere: il cinquantesimo dei Bronzi di Riace.

Non possiamo e non dobbiamo rischiare di farci trovare impreparati anche questa volta. Si deve agire immediatamente – e noi la strada da seguire l’abbiamo suggerita – creando condizioni e strumenti per il coinvolgimento attivo delle imprese e dei cittadini in un processo di sviluppo e cambiamento veramente a portata di mano e, oggi più che mai, indispensabile per risollevare le sorti di un territorio altrimenti destinato a desertificarsi e spegnersi definitivamente.

Convenzione tra Confesercenti Calabria e l’Istituto Professionale Alberghiero Turistico

Confesercenti Calabria e l’Istituto Professionale Alberghiero Turistico “Giovanni Trecroci” di Villa San Giovanni firmano una Convenzione per l’erogazione di corsi HACCP tramite la piattaforma online Confesercenti

[Villa San Giovanni] – Confesercenti Calabria Servizi, società di sistema di Confesercenti Calabria ha siglato una significativa convenzione con l’Istituto Professionale Alberghiero Turistico “Giovanni Trecroci” di Villa San Giovanni, stabilendo una collaborazione mirata a fornire corsi di formazione HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points) agli studenti dell’istituto attraverso la piattaforma online di Confesercenti.

La firma dell’accordo è avvenuta in una cerimonia ufficiale presso l’Istituto alla presenza dell’amministratore di Confesercenti Calabria Servizi, Francesco Baggetta, del vicepresidente di Confesercenti Calabria, Claudio Aloisio e della Dirigente Scolastica dell’Istituto, Enza Loiero.

L’accordo prevede l’accesso degli studenti dell’Istituto Professionale Alberghiero Turistico “Giovanni Trecroci” ai corsi HACCP erogati tramite la piattaforma online della società del sistema Confesercenti. Questa iniziativa si propone di offrire agli studenti una formazione di alto livello nel campo della sicurezza alimentare, preparandoli in modo completo per il loro futuro professionale nel settore alberghiero e turistico.

Claudio Aloisio, vicepresidente di Confesercenti Calabria e presidente di Confesercenti Reggio Calabria, ha commentato: “Questa convenzione rappresenta un passo significativo nel rafforzare il legame tra il mondo formativo e quello professionale. Confesercenti Calabria è impegnata nel fornire risorse e opportunità per lo sviluppo professionale dei giovani, e siamo entusiasti di collaborare con l’Istituto Professionale Alberghiero Turistico ‘Giovanni Trecroci’ per raggiungere questo obiettivo”.

La Dirigente Scolastica Enza Loiero ha sottolineato l’importanza di questa partnership: “L’accesso ai corsi HACCP attraverso la piattaforma online di Confesercenti rappresenta un arricchimento fondamentale per la formazione dei nostri studenti. La sicurezza alimentare è una componente essenziale nel settore alberghiero e turistico, e questa collaborazione offre loro l’opportunità di acquisire competenze pratiche e teoriche di alto livello”.

La collaborazione tra Confesercenti Calabria e l’Istituto Professionale Alberghiero Turistico “Giovanni Trecroci” testimonia l’impegno congiunto per favorire la crescita e lo sviluppo professionale degli studenti, contribuendo a formare una nuova generazione di professionisti competenti e consapevoli nel settore della ristorazione e dell’accoglienza.

Confesercenti Reggio Calabria: è indispensabile un tavolo di crisi per il commercio

La condizione del commercio in città e nel territorio metropolitano è drammatica.

Non servono studi o sondaggi per capirlo. Basta vedere il numero sempre crescente di negozi chiusi e sfitti o parlare con gli imprenditori per avere contezza della preoccupazione e in molti casi, della disperazione, che stanno vivendo.

Una crisi senza precedenti che colpisce tutti, chi più chi meno. Dall’abbigliamento, che paga oltretutto lo scotto di un inverno ancora mai arrivato, agli altri settori merceologici che stanno vedendo i loro fatturati liquefarsi sino ad arrivare sotto la soglia di sopravvivenza.

Anche i negozi solitamente più refrattari ai riflessi negativi della crisi, quelli che si rivolgono a un target medio alto o alto, sono alle prese con una diminuzione degli acquisti non più sopportabile.

Calano i fatturati, si abbassano i margini di guadagno e, al contempo, aumentano i costi di gestione e rimane altissima la pressione fiscale generando una tempesta perfetta che rischia di mandare a gambe all’aria tantissime aziende ormai allo stremo. E non saranno certo i pochi giorni di vendita natalizia o l’eventuale spostamento della data dei saldi che anzi, potrebbe risultare addirittura dannoso favorendo ulteriormente le vendite online, a risolvere il problema.

Per tale motivo come Confesercenti Reggio Calabria chiediamo all’Amministrazione Comunale, quella Metropolitana e alla Camera di Commercio, l’apertura immediata di un tavolo di crisi del commercio che coinvolga tutte le associazioni datoriali così da valutare ogni intervento necessario e possibile, sia contingente che strutturale come, ad esempio, quello da noi proposto ma purtroppo rimasto inascoltato sulla creazione dei DUC, i distretti urbani del commercio, oppure la riduzione di Tari e Imu per i negozi che certificano un significativo decremento del fatturato rispetto l’anno precedente.

Azioni mirate e concrete da mettere in campo il prima possibile così da supportare gli imprenditori nell’affrontare una situazione divenuta ormai insostenibile che rischia di decimare quel poco che resta del tessuto commerciale nel territorio.

Crollo delle nuove aperture. Il presidente Aloisio: in Calabria il 58% in meno rispetto dieci anni fa

L’osservatorio di Confesercenti ha pubblicato uno studio sulle nuove aperture nel comparto del commercio. I risultati sono impietosi e preoccupanti andando ad aggiungersi a quelli delle chiusure, in crescita costante.
In soldoni, facendo un raffronto tra il 2013 e il 2023, le nuove aperture si sono ridotte drasticamente passando dalle 44mila di dieci anni fa alle poco più di 20mila dell’anno in corso, il dato più basso del decennio.
Una “decimazione” che non accenna a rallentare ma, anzi, continua ad ampliarsi anno dopo anno.
In Calabria si è passati dalle 2013 aperture di dieci anni fa alle 846 attuali con una perdita di 1167 imprese pari al 58% in meno. Il fenomeno, però, interessa tutto il Paese con punte che in Piemonte raggiungono addirittura il 70% di denatalità imprenditoriale.
Tributi altissimi, margini sempre più risicati, regolamenti vessatori, sistemi di mobilità urbana inadeguati uniti a una concorrenza spesso sleale della grande distribuzione e del web, grazie anche a un sistema di tassazione più che favorevole, stanno rendendo impossibile fare impresa alle piccole realtà commerciali. Immaginiamoci in territori disagiati come il nostro dove, a fronte di spese notevolmente più alte rispetto a territori maggiormente sviluppati (ricordiamoci che Reggio Calabria continua ad essere una delle città più tassate d’Italia con una pressione tributaria totale di oltre il 72%) si hanno, a parità di prodotti, metri quadrati e dipendenti, fatturati equivalenti a meno della metà.
Confesercenti propone da tempo la decontribuzione per i giovani che avviano una nuova attività commerciale e un regime fiscale di vantaggio per gli esercizi sotto i 400mila euro di fatturato l’anno. Questo però non basta. Si dovrebbe operare con più incisività anche sul versante della rigenerazione urbana, delle piccole e grandi città, dei centri come delle periferie, oltre che intervenire per equilibrare le evidenti storture dovute a un intollerabile disparità fiscale a vantaggio soprattutto del commercio online.
Per ultimo si dovrebbero mettere in campo ulteriori misure per agevolare le imprese meridionali così da compensare almeno in parte il divario sempre più netto tra il Mezzogiorno e le regioni del Nord Italia.
L’alternativa è il concreto rischio di una progressiva desertificazione urbana oltre a quello di un impoverimento generalizzato del tessuto economico e commerciale del nostro Paese tutto a favore dei giganti internazionali che drenano risorse senza nulla lasciare ai territori e alle comunità.

Promozione e turismo, l’analisi del Presidente Aloisio e la creazione di una Dmo

Criticare senza proporre o facendo proposte non supportate da alcuna valutazione di fattibilità è un esercizio sterile, utile tuttalpiù come sfogatoio personale o, come ultimamente spesso accade, per acchiappare qualche like o qualche effimero consenso cercando di manipolare persone ormai esasperate”.

Lo afferma Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti, che aggiunge: “La risoluzione dei problemi, quindi, non ha nulla a che vedere con la critica fine a se stessa ma con la proposizione di soluzioni sostenibili, normativamente ed economicamente possibili, inserite all’interno di una strategia che tenga in considerazione il globale non soffermandosi solo al particolare.

Un po’ come un medico che non si ferma solo a curare i sintomi bensì ne ricerca la causa trovando così la malattia che li provoca. Banalmente, quindi, sconfiggendo la malattia, i sintomi scompariranno. Senza voler troppo semplificare, il governo di un territorio deve tener conto nel suo complesso di tutte le criticità e potenzialità presenti”.

Secondo Aloisio “parlando di turismo, proprio in quanto fenomeno fortemente trasversale e articolato, non ci si può soffermare ai sintomi (il numero irrisorio di turisti ad esempio) ma si deve comprendere perché un territorio naturalmente vocato non riesca a creare le minime condizioni per generare dei flussi i quali potrebbero diventare la sua vera e primaria fonte di ricchezza. Le soluzioni ci sono, basta volerle mettere in atto. Non sono semplici, intendiamoci. Al contrario di quello che tanti vogliono far credere, non possono esistere soluzioni semplici a problemi complessi.

Per creare un volano turistico si deve agire in modo multidisciplinare: nell’ambito dei trasporti, delle infrastrutture, dei servizi, del decoro urbano giusto per citare alcune aree d’intervento. Si deve inoltre formare la comunità stimolando la cultura dell’accoglienza che passa anche attraverso il rispetto e la valorizzazione della cosa pubblica sia essa una spiaggia, un parco, una piazza, e la conoscenza delle ricchezze che possiede siano esse materiali o immateriali.

Per ultimo, non certo per importanza, si deve creare rete tra pubblico e privato, tra i vari enti che hanno competenze spesso sovrapposte o sovrapponibili, tra le realtà che già operano nel settore, tra gli attori del tessuto imprenditoriale e commerciale realizzando, oltre a ciò, un sistema incentivante per chi voglia investire producendo ulteriore offerta.

Tutto questo, poi, deve essere supportato da un serio progetto di promozione e marketing territoriale che possa dare vita ad una narrazione appetibile, coerente e rappresentativa, avendo ben presente i vari target di riferimento scelti in relazione alle peculiarità che il nostro territorio esprime. Un lavoro enorme che potrebbe essere attuato solo dotandosi dei giusti strumenti”.

“Da tempo – ricorda il presidente – come Confesercenti Reggio Calabria ci battiamo per la creazione di una Dmo,
acronimo che sta per Destination Management Organization. Uno strumento già utilizzato in molti territori turisticamente sviluppati, che mette insieme pubblico e privato e ha come unico scopo la gestione coordinata di tutti gli elementi che costituiscono una destinazione turistica.

Un organismo, quindi, che abbia competenze e fondi per creare quell’unità di intenti e di azioni che trasformino un desiderio, ormai consunto dal tempo e dalle troppe parole, in realtà.

Questa è una proposta concreta che si affianca a un’iniziativa, piccola se vogliamo, ma rivelatasi efficace ed apprezzata: la webapp reggiocalabriaguide.it che, questa estate, è stata utilizzata da un ragguardevole numero di turisti e reggini i quali hanno potuto vivere il territorio con maggior consapevolezza delle tante proposte e degli innumerevoli luoghi incantevoli da visitare.

Quindi fermo restando le critiche, sacrosante purché costruttive, è importante, per cambiare realmente le cose, che esse siano accompagnate da proposte sostenibili e adeguate oltreché da iniziative concrete che vadano nella direzione di fornire servizi innovativi incoraggiando e favorendo, al contempo, la realizzazione di reti collaborative.

Questo vuole essere l’approccio di Confesercenti Reggio Calabria: affrontare i problemi con una visione strategica, intervenendo laddove possibile con iniziative utili e proponendo soluzioni percorribili. La strada da perseguire, dal punto di vista di approccio e concetto, per cercare di incidere realmente evitando di avanzare pretese o progettualità inattuabili quanto improbabili o, come altrettanto spesso capita, di fermarsi al trito e ritrito “piove governo ladro”.

Aloisio: “Il bando di 120 milioni, positivo e concreto per il sistema portuale calabrese

L’annuncio del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, alla conferenza stampa che si è tenuta alla Camera di Commercio di Reggio Calabria, del bando di 120 milioni di euro destinati all’attrazione delle compagnie aeree è stato accolto positivamente dal presidente di Confesercenti, Claudio Aloisio che lo definisce un fatto positivo e concreto per il sistema aeroportuale calabrese. “Di conseguenza – spiega il presidente di Confesercenti – lo è anche per l’aeroporto di Reggio a cui andranno 30 milioni di euro che si aggiungono ai 15 degli oneri di sistema. 45 milioni di euro che, se investiti con criterio, potranno finalmente far ripartire con nuovi voli a orari appropriati e prezzi di mercato uno scalo sino ad oggi mortificato da scelte sbagliate e penalizzanti.

Questa notizia si aggiunge, peraltro, a quella del futuro e definitivo superamento delle limitazioni che sino ad oggi avevano nuociuto, non poco, all’attività volativa dell’Aeroporto dello Stretto. Ma questo incontro con il Presidente della Regione e con l’Amministratore Unico della Sacal Franchini ha anche un’altra valenza, per certi versi ancora più importante: apre, dopo anni di “muro contro muro”, una nuova fase di dialogo e confronto per quanto riguarda il futuro del nostro aeroporto tra le istituzioni del territorio, la Regione e la Sacal.

Dialogo iniziato la settimana scorsa alla riunione avvenuta alla Cittadella Regionale che ha messo in luce come si può lavorare in sinergia per ottenere risultati concreti e dove Camera di Commercio, Comune e Città Metropolitana con voce unica e chiarezza d’intenti hanno operato per tutelare e rivendicare gli interessi di Reggio. Un ulteriore importante dato da tenere in considerazione è il ruolo della Camera di Commercio che, tramite l’impegno del Presidente Tramontana, dei Presidenti delle associazioni datoriali e dei consiglieri camerali, ha dato impulso all’avvio di un percorso virtuoso e costruttivo dimostrando come il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale reggino, nelle sue articolazioni di rappresentanza, è più che mai strategico e può diventare determinante nella risoluzione dei problemi del territorio.

Come Confesercenti Reggio Calabria accogliamo quindi con favore questo nuovo corso che dovrebbe portare ad una rinascita dello scalo reggino ma continueremo a vigilare, proprio in relazione a questo clima di confronto e dialogo creatosi, per far sì che dichiarazioni e buone intenzioni non rimangano tali ma si trasformino in atti concreti che ormai da tanto, troppo tempo stiamo aspettando”

Reggio Calabria, una città dove sembra che si sforzi a fare sempre peggio

Era il 19 maggio quando scrissi che, senza l’immediata emanazione di un bando a seguito dello sgombero, la Torre Nervi sarebbe rimasta chiusa in balia di vandalismo e degrado. Siamo al 14 luglio e le mie previsioni si sono avverate. La Rotonda del Lido con la sua splendida balconata è chiusa, abbandonata. Un pugno in un occhio nel mezzo del Lungomare, quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città.

L’1 giugno 2022, invece, scrivevo che Reggio aveva perso una gigantesca occasione non riuscendo a mettere in piedi uno straccio di programmazione e promozione efficace per il cinquantesimo dei Bronzi di Riace. Tra le altre cose all’epoca si disse che, dato il ritardo, nell’anno successivo si sarebbe provveduto a organizzare meglio le cose per valorizzare i Guerrieri di Riace. Forse mi sarà sfuggito ma mi sembra che nulla sia stato fatto. Per l’ennesima volta.
Vedete, parliamo di due vicende molto diverse che però sono facce della stessa medaglia.

Rappresentano plasticamente la situazione quasi kafkiana che stiamo vivendo. Sembra che a Reggio Calabria ci si stia mettendo d’impegno per rendere le cose peggiori più di quanto già lo siano, aggiungere difficoltà a difficoltà, far scappare quei pochi turisti che girano spaesati in un luogo che non offre il benché minimo servizio serio e professionale di accoglienza o d’informazione.

Reggio è quella città dove nel centro storico (e non solo) manca l’acqua ma in compenso abbondano i rifiuti, dove i lavori per riasfaltare il lungomare si protraggono sino estate inoltrata, dove nel pieno di quella che dovrebbe essere la stagione turistica si inizia a lavorare per la riqualificazione del Lido Comunale, dove si aprono cantieri per nuove opere mentre quelle realizzate non vengono neanche manutenute.

Reggio è la città dove l’Estate Reggina, il contenitore degli eventi che dovrebbe valorizzare e caratterizzare la stagione estiva cittadina, altro non è che un guazzabuglio imbarazzante di qualsiasi cosa, senza un ordine, una visione strategica, una coerenza. Un minestrone dove i pochi eventi validi vengono fagocitati da decine di altri che nulla hanno a che vedere con la programmazione che dovrebbe portare avanti il capoluogo dell’area metropolitana.

Reggio è la città dove invece di agevolare chi vuole fare impresa lo si ostacola, dove si devono aspettare tempi inaccettabili per ottenere autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico e dove si decide tout court, data la mancanza di un piano stabilito e condiviso, di non concedere più autorizzazioni per ztl e isole pedonali anche in quelle strade che non creano alcun problema alla viabilità, producendo un danno agli imprenditori, ai potenziali turisti e ai cittadini. In compenso è la città più tassata d’Italia, con le aliquote che vengono tenute al massimo anche ora che si potrebbe intervenire per abbassarle.

Reggio è una città senza una visione, una strategia, un’idea di sviluppo e questo lo si nota ancor di più sotto il cocente sole estivo che fa “brillare” tutte le mancanze che ormai non sono più sopportabili né ammissibili.

Comprendiamo le enormi difficoltà nel gestire una città come la nostra ma questo non basta più a giustificare lo stato in cui versa e l’inefficienza dell’azione amministrativa.

Come Confesercenti continueremo a dare il nostro contributo rimanendo interlocutore costruttivo per trovare soluzioni che mirino al bene e allo sviluppo di Reggio ma crediamo di avere il diritto di pretendere che si faccia di più, molto di più e meglio.

Claudio Aloisio
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

Furti nelle attività reggine: Confesercenti incontra il Questore

In relazione alla recrudescenza di atti criminosi che hanno come obiettivo le attività commerciali e i pubblici esercizi nel territorio cittadino, dopo un confronto con i propri associati che hanno esternato la loro legittima apprensione per una situazione estremamente allarmante, Confesercenti Reggio Calabria ha chiesto un incontro con il Questore Megale il quale ha prontamente dato la sua disponibilità accogliendo questa mattina il presidente Claudio Aloisio e il vicepresidente Maurilio Cammara.

Durante la riunione, avvenuta in un clima cordiale e costruttivo, il presidente Aloisio e il vicepresidente Cammara hanno voluto riportare le preoccupazioni degli imprenditori reggini ricevendo dal Questore rassicurazioni su un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine in città già in atto, soprattutto nelle ore notturne, e un’intensificazione delle indagini volte ad assicurare alla giustizia gli autori di questi crimini.

Un’altra richiesta da parte dell’Associazione è stata quella di dare la possibilità, alle attività che lo richiedano, di poter collegare i propri sistemi d’allarme alle forze dell’ordine con celerità. Anche in questo caso il Questore ha sottolineato la massima disponibilità nel venire incontro alle richieste degli imprenditori per supportarli nell’affrontare questo particolare momento.

La richiesta di Confesercenti al Comune di Reggio Calabria: abbassare subito i tributi

Reggio Calabria non è più un Ente strutturalmente deficitario. Era stato annunciato le scorse settimane e, a fronte dei dubbi avanzati da rappresentanti della minoranza in Consiglio su alcune incongruenze documentali, è stato nuovamente confermato a chiare lettere e senza possibilità di altra interpretazione dall’Assessore alle Finanze Irene Calabrò.

Stante così le cose, e non abbiamo motivo di credere il contrario, il Comune non deve più sottostare ai vincoli che ad oggi ne hanno ingessato l’azione amministrativa potendo, quindi, attuare una serie di azioni fino ad oggi precluse.

Tra i vari impedimenti che vengono a cadere anche quello riguardante l’obbligo di mantenere i tributi locali al massimo delle tariffe. Una condizione che ben conoscono imprese e famiglie costrette a pagare cifre spropositate per servizi sicuramente non all’altezza, giusto per usare un eufemismo.

Per tali motivi, ci aspettiamo che l’Amministrazione, dopo l’annuncio del superamento un traguardo così importante, sia consequenziale e provveda nell’immediato ad abbassare i tributi comunali: Tari, Imu, canone idrico, occupazione suolo pubblico e quant’altro, portandoli a livelli accettabili che tengano conto della “qualità dei servizi non certo eccelsa” e della drammatica situazione economica della città.

Proprio perché sui bilanci ciò che contano sono i numeri e non le interpretazioni, non si può non tenere in considerazione l’enorme mole di “crediti difficilmente esigibili” presenti nel rendiconto, equivalenti a oltre mezzo miliardo di euro che sono, al netto di coloro che non pagano pur potendolo fare e che devono essere perseguiti con efficacia e celerità, la rappresentazione plastica della difficoltà di imprese e famiglie nel sostenere una pressione fiscale intollerabile che frena economia e crescita.

Come Confesercenti Reggio Calabria chiediamo quindi che l’Esecutivo invii un segnale forte alla città per far si che agli annunci seguano fatti concreti: si abbassino i tributi, si supporti tangibilmente un tessuto imprenditoriale in enorme difficoltà, si dia una boccata di ossigeno alle famiglie già gravate dalla povertà endemica e dagli aumenti dovuti all’instabilità energetica e geopolitica. Si agisca ora che le norme lo consentono e lo si faccia in fretta. La nostra comunità non può più aspettare.

Claudio Aloisio
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

ZTL sul Corso Garibaldi: Confesercenti rassicura gli imprenditori.

In relazione alle diverse segnalazioni allarmate ricevute da nostri associati che svolgono la loro attività sul Corso Garibaldi e alla comunicazione inviata alle Associazioni di Categoria dall’Amministrazione Comunale, riguardante i nuovi varchi elettronici che saranno installati nella parte sud della principale via cittadina, come Confesercenti Reggio Calabria vogliamo innanzitutto rassicurare gli esercenti: la ZTL del Corso, già istituita da più di 15 anni, non subirà alcuna modifica. Dopo un confronto con l’Assessore Martino abbiamo ricevuto rassicurazione che nulla cambierà rispetto agli ultimi anni tranne, appunto, il sistema di rilevamento delle infrazioni che, oltre ad essere effettuato come è sempre stato dalle forze di polizia, nel tratto interessato sarà coadiuvato da questa nuova tecnologia.

Per ciò che concerne gli orari di carico e scarico che sin dall’istituzione della ZTL sono permessi dalle 06:00 alle 10:00, dopo un costruttivo confronto con gli operatori chiediamo all’Amministrazione di inserire un’ulteriore ora pomeridiana che vada dalle 16:00 alle 17:00 d’estate e dalle 15:30 alle 16:30 nella stagione invernale. Chiediamo inoltre l’istituzione di stalli permanenti nelle traverse del Corso ove sia possibile inserirli, per consentire il carico e lo scarico delle merci al di fuori degli orari previsti. In funzione di tale proposta ci dichiariamo fin d’ora disponibili ad incontrare i responsabili dei settori comunali preposti per verificare in quali vie poter posizionare i suddetti stalli che consentirebbero una più agevole gestione della consegna o del ritiro delle merci durante la giornata

Chiusura Torre Nervi: “Comune pubblichi subito bando per la gestione dell’area”

Siamo venuti a conoscenza dai media della chiusura di una delle più importanti attività di ristorazione allocata nel Lungomare Falcomatà. Parliamo della Luna Ribelle, noto locale reggino sito nella Torre Nervi del Lido Comunale.

L’attuale gestore, a quanto ci è stato riferito da fonti dell’Amministrazione, da due anni occupava senza titolo gli spazi comunali in forza di un ricorso pendente giunto a conclusione con una sentenza definitiva che ha accolto le ragioni del Comune in merito alla vicenda. In virtù di ciò, con un notevole dispiegamento di forze di polizia, il 17 maggio sono stati posti i sigilli alla struttura e intimato alla società di gestione di liberare i locali. Sgombero avvenuto in totale tranquillità e con la massima collaborazione della società di gestione, come hanno tenuto a sottolineare le stesse forze dell’ordine.

Vogliamo chiarire, in premessa, che Confesercenti Reggio Calabria è, e sarà sempre dalla parte della legalità e della massima trasparenza. Se ci sono delle sentenze definitive, come in questo caso, è un dovere inderogabile farle rispettare senza se e senza ma. Questa posizione, inequivocabile e che non si presta ad alcun fraintendimento, non ci esime però dal fare alcune considerazioni sulla vicenda.

Ci chiediamo, ad esempio, per quale motivo il Comune, dopo due lunghi anni dalla scadenza di quello precedente, non si sia attivato per emanare un nuovo bando che potesse dare la possibilità ai tanti imprenditori che avrebbero potuto partecipare, di gestire in piena legalità la struttura. Perché ad oggi, così come stanno le cose, la Rotonda del Lido, la quale sarà oggetto di un intervento di riqualificazione che, però, sembra che non inizierà nel breve periodo, rimarrà chiusa per tutta la stagione estiva.

Sicuramente questo non sarà un buon biglietto da visita per i turisti e i reggini che, passeggiando per il “più bel chilometro d’Italia”, vedranno un luogo abbandonato a sé stesso che, ovviamente, senza alcuna manutenzione rischia di diventare l’ennesimo “pugno nell’occhio” preda di degrado e vandalizzazione.

Inoltre la chiusura dell’attività porterà al licenziamento di 32 persone. In una città come la nostra, nella situazione attuale di profonda crisi, 32 famiglie dalla sera alla mattina si troveranno in enormi difficoltà non potendo più contare su un’entrata sicura.

Fermo restando, quindi, la piena legittimità dell’azione portata a termine dall’Amministrazione Comunale riteniamo però non giustificabile un ritardo di due anni nel redigere e pubblicare un bando che avrebbe permesso di mantenere una quantomai indispensabile continuità occupazionale lasciando aperta una struttura che negli anni, soprattutto nel periodo estivo, ha permesso a cittadini e visitatori di poter passare piacevoli serate davanti all’incantevole panorama dello Stretto divenendo un punto attrattivo importante della città.

Ecco perché chiediamo che con immediatezza sia pubblicato il bando per l’affidamento e la gestione dell’area onde non far saltare la stagione estiva, ponendo in essere tutte le azioni previste dalle norme per consentire di continuare a tenere aperta la struttura così da permettere ai 32 lavoratori di poter mantenere la propria occupazione, disinnescando in tal modo una potenziale “bomba sociale” ed evitando, contestualmente, di privare il Lungomare Falcomatà di uno dei luoghi più frequentati e fruiti da reggini e turisti durante la stagione estiva.

Claudio Aloisio
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

Convegno Finanziamo il Futuro organizzato da Confesercenti con l’Ordine dei Commercialisti sui servizi di Microcredito e Credito

Oggi si è svolto presso la Camera di Commercio di Reggio Calabria, il convegno Finanziamo il Futuro, organizzato da Confesercenti Reggio Calabria con l’Ordine dei Commercialisti e Revisori Contabili. Il tema centrale dell’incontro è stato la presentazione dei servizi di Microcredito e Credito offerti dalla Confesercenti Reggio Calabria a supporto degli imprenditori, grazie agli strumenti finanziari di cui si è dotata Confesercenti Nazionale.
Confesercenti può erogare in maniera diretta, senza quindi passare dal sistema bancario, sia il Microcredito, che prevede un finanziamento fino a 50.000 euro a start up e aziende che operano da meno di cinque anni sia, tramite Comfidi il consorzio fidi di Confesercenti, finanziamenti fino a 100.000 euro a qualsiasi tipologia di impresa.
Il convegno è stato aperto dai saluti del presidente della Camera di Commercio, Ninni Tramontana, il presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Stefano Poeta e l’Assessore alle attività produttive del Comune di Reggio Calabria, Angela Martino.
È poi intervenuto il Presidente di Confesercenti Reggio Calabria, Claudio Aloisio, che ha introdotto il tema della finanza agevolata per le imprese, sottolineando l’unicità dell’offerta proposta dall’Associazione che presiede, ad oggi l’unica a fornire questo genere di servizi in maniera autonoma, la qual cosa permette di velocizzare considerevolmente la gestione delle pratiche e la conseguente erogazione dei finanziamenti.
L’incontro è proseguito con gli interventi dei relatori: Giuseppe Fedele, responsabile del settore dei finanziamenti agevolati dell’Ordine dei Commercialisti, Franco Rogolino, responsabile dell’Area Credito di Confesercenti Reggio Calabria e Teresa Verduci, Tutor del Microcredito di Confesercenti Reggio Calabria. Ha concluso i lavori Marco D’Onofrio, Responsabile Commerciale della Cassa del Microcredito di Confesercenti.
Gli esperti hanno fornito ai partecipanti informazioni dettagliate sulle opportunità della finanza agevolata e sui servizi finanziari offerti da Confesercenti Reggio Calabria, illustrando le soluzioni disponibili per le diverse tipologie di imprese e le relative modalità d’accesso.
Al termine, è stato dato spazio alle domande del pubblico le quali hanno contribuito a generare un importante momento di confronto e di scambio di idee tra gli operatori presenti, che hanno così potuto approfondire i temi della finanza agevolata e delle opportunità offerte da Confesercenti Reggio Calabria per le imprese del territorio.

Lunedì 27 febbraio convegno sul Microcredito organizzato da Confesercenti e Ordine Commercialisti

𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟮𝟳 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟵:𝟯𝟬 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗺𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮 si terrà un convegno organizzato da Confesercenti Reggio Calabria con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Si parlerà di Microcredito, un nuovo strumento finanziario rivolto a nuove imprese, start up e imprese titolari di partita iva da non più di 5 anni e non più di 5 dipendenti oltre agli altri strumenti finanziari di Confesercenti Reggio Calabria destinati a tutte le imprese.

Con la Cassa del Microcredito spa Confesercenti Reggio Calabria può concedere direttamente finanziamenti senza garanzie reali per un massimo di 50mila euro rimborsabili fino a 84 mesi.

Tramite Italia Comfidi, invece, sempre con credito diretto, può erogare fino a 100mila euro a qualsiasi tipologia d’impresa.

Di seguito il programma:

SALUTI
𝗡𝗶𝗻𝗻𝗶 𝗧𝗿𝗮𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮
Presidente Camera Commercio di Reggio Calabria
𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗣𝗼𝗲𝘁𝗮
Presidente Ordine dei Commercialisti di Reggio Calabria>
𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗔𝗹𝗼𝗶𝘀𝗶𝗼
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

INTERVENTI
𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗹𝗲
Resp. Commissione Finanza Agevolata ODCEC Reggio Calabria
𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗥𝗼𝗴𝗼𝗹𝗶𝗻𝗼
Responsabile Credito Confesercenti Reggio Calabria
𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗱𝘂𝗰𝗶
Tutor Microcredito Confesercenti Reggio Calabria
𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗗’𝗢𝗻𝗼𝗳𝗿𝗶𝗼
Direttore Commerciale Cassa del Microcredito spa

𝗟’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗮𝗰𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗮𝗶 𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲𝗱 𝗘𝘀𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶

Una nuova società che può erogare in tempi rapidi il microcredito alle imprese

Con la Cassa del Microcredito spa, Confesercenti si è dotata di uno strumento che può concedere direttamente finanziamenti senza garanzie reali fino a 50mila euro con piani di ammortamento che possono arrivare a 84 mesi.
“Un modo per sostenere concretamente gli imprenditori in un momento difficile – dichiara il Presidente di Confesercenti Reggio Calabria Claudio Aloisio – dato che con il Microcredito si può finanziare l’avvio e lo sviluppo di attività, l’acquisto di beni incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, di servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento di canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese per la sottoscrizione di polizze assicurative, oltre che la retribuzione e la formazione di nuovi dipendenti o soci lavoratori.
La differenza sostanziale rispetto ad altre offerte di Microcredito – continua Aloisio – sta nel fatto che Confesercenti segue tutto il processo internamente, dalla presentazione della domanda all’erogazione, con un ovvio e notevole risparmio di tempo dato che in tale maniera si evitano lungaggini dovute a procedure farraginose o ad un eccesso di burocrazia. Infatti, dopo l’invio della richiesta all’imprenditore sarà assegnato un tutor che lo seguirà passo, passo in ogni fase procedurale. E sarà sempre il tutor, dopo un’attenta analisi, a sviluppare e presentare la pratica definitiva.
Confesercenti – rimarca il Presiedente – con questa operazione si evolve affiancando al tradizionale ruolo di rappresentanza sindacale, un’attività finanziaria a supporto degli associati, Pmi, persone e imprese che presentano debolezza finanziaria erogando e garantendo finanziamenti anche a chi è senza garanzie come i giovani che vogliono partire da zero e le start up.
Inoltre, entro questo mese, sarà attivo per tutte le attività che rispettano i requisiti per accedere al Microcredito un nuovo prodotto per il sostegno alle bollette e al caro energia. Basterà presentare le fatture, anche già pagate, di luce, gas e connessioni per ricevere entro 72 ore l’importo richiesto il quale sarà rimborsabile con un piano rateale.
Per ultimo, non certo per importanza, – conclude Aloisio – è bene ricordare che il sistema Confesercenti ha la possibilità di finanziare con credito diretto le imprese fino a 100.000 euro tramite Italia Comfidi. Un’opportunità importante in un momento in cui l’accesso al credito, soprattutto dalle nostre latitudini, è diventato sempre più difficoltoso”.

Emergenza poveri al Sud, l’allarme di Confesercenti di Reggio Calabria

Questo l’allarme lanciato dal Presidente dello Svimez Adriano Giannola secondo cui il caro energia, la crisi economica e l’inflazione galoppante rischiano di creare 600mila nuovi poveri nel Meridione.

Parlando di casa nostra, in Calabria ci sono oltre 800mila persone che vivono in famiglie a rischio povertà, circa il 40% della popolazione. Purtroppo i dati dello Svimez ci dicono che questi numeri aumenteranno ulteriormente.

Per comprendere meglio quanto potrebbe essere devastante questo incremento basti pensare che già oggi per il 35% delle famiglie calabresi le “spese incomprimibili”, bollette e generi alimentari, erodono l’80% del budget disponibile. Immaginiamoci se questa situazione già tragica dovesse peggiorare come prevede questo studio.

Non bastasse lo Svimez anche l’Istat, nel report sui divari territoriali appena pubblicato, avverte che la crisi al Sud è senza precedenti nella storia non solo per la povertà e l’atavica carenza di lavoro ma, anche, per l’impoverimento demografico dovuto a denatalità, invecchiamento ed emigrazione.

Il rapporto sottolinea le criticità del Mezzogiorno rispetto al settentrione iniziando dal Pil che nel Sud è pari al 55% di quello del Centro Nord e continuando con l’enorme differenza nella dotazione infrastrutturale e l’inaccettabile divario nei servizi primari come la sanità, l’istruzione, il welfare solo per citarne alcuni. Dati che confermano l’aumento della forbice tra Nord e Sud e il continuo depauperamento delle già magre risorse del Meridione.

È evidente che le strategie degli ultimi anni, lungi dall’aver risolto il problema dell’Italia a due velocità, hanno invece contribuito a peggiorarlo. Il tutto nel momento in cui le enormi risorse del Pnrr potrebbero realmente fare la differenza. Nei fatti, però, al di là di proclami e fantasmagorici progetti questa messe di denari non sta incidendo come dovrebbe, anzi!

E nel contesto di una situazione così drammatica si ha ancora il coraggio di parlare ancora di autonomia differenziata! Come non bastassero i danni disastrosi che stiamo tutt’oggi pagando sulla nostra pelle, generati da un federalismo monco e iniquo.

Guardiamo in faccia la realtà una volta per tutte: siamo un’area metropolitana morente all’interno di una regione agonizzante. Il nostro territorio continua a desertificarsi, a impoverirsi, a invecchiare, e coloro che potrebbero farlo rinascere, le nuove generazioni, si trovano costrette a emigrare perché ormai hanno perso anche la sola speranza di una vita migliore.

E, per aggiungere al danno la beffa, i pochi che rimangono invece di essere supportati devono fare i conti con una classe dirigente inadeguata e una macchina burocratica inefficiente e inceppata, distante sideralmente dalle problematiche che giornalmente gli imprenditori e i cittadini devono affrontare.

Questa è la situazione al netto delle tante parole, delle innumerevoli promesse mai mantenute e delle belle intenzioni che però rimangono tali.

Forse sarebbe il caso di darci tutti una bella svegliata e prendere coscienza che se non cambiamo le cose, se non facciamo di tutto per salvarci, nessuno lo farà per noi. Affogheremo soli mentre gli altri staranno a guardare limitandosi a lanciarci qualche salvagente logoro e bucato che, ovviamente, non basterà a salvarci da un disastro annunciato ormai da decenni.

Claudio Aloisio
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

Saldo e stralcio e rottamazione: il Governo avrebbe dovuto avere più coraggio

La pace fiscale tramite il saldo e stralcio e la rottamazione quater ha preso il via.

Provvedimenti sacrosanti che tendono a supportare le imprese schiacciate dalla crisi generata dalla pandemia e dagli aumenti generalizzati dovuti all’aumento dell’energia e dei carburanti che si ripercuotono sulle spese di gestione e su quelle sulle materie prime.

Però, e c’è sempre un però nel nostro Paese, ci sono diverse criticità che, probabilmente, impediranno a molti imprenditori di aderire a queste agevolazioni o, pur aderendo, a non poter far fronte ai pagamenti stabiliti.

Infatti, le nuove norme prevedono che i debiti tributari, sgravati da sanzioni e interessi, vengano spalmati in soli cinque anni con 18 rate trimestrali. Non solo. Specificano anche che le prime due rate rate, quella di luglio e quella di novembre 2023 siano equivalenti, ognuna, al 10% del debito. In pratica in sole due rate il contribuente dovrà corrispondere il 20% dell’intero ammontare.

Diviene ovvio, quindi, che molte attività alle prese con decrementi dei fatturati e aumenti spropositati dei costi di gestione non riusciranno a far fronte a rate così alte.

Come al solito, al di là delle promesse sbandierate in campagna elettorale, la realtà si presenta ben diversa da quanto era stato prospettato.

La verità, a mio parere, è che non c’è stato il coraggio di intervenire in maniera più incisiva così da dare una reale possibilità alle imprese di uscire da una impasse certamente non voluta e di cui non hanno alcuna responsabilità.

Sarebbe bastato poco: fatte salve le norme messe in campo si sarebbe potuto, tra l’altro, aumentare il periodo di rateazione a 10 anni invece che 5 evitando, inoltre, che le prime due rate fossero così gravose. Già questo avrebbe cambiato radicalmente prospettive e possibilità senza che lo Stato ci rimettesse nulla.

Ma la forza e la reale volontà di voltare pagina, mettere un punto sul passato e cambiare realmente il sistema fiscale sembra non ci siano state.

La montagna ha partorito, non dico un topolino, ma niente di più che una pantegana mentre ci sarebbe stato bisogno di un’animale ben più grosso e forte, il quale avrebbe potuto concretamente contribuire a trainare il sistema imprenditoriale fuori dalle secche di una crisi di cui, ancora, non si vede la fine.

Claudio Aloisio
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

La reintroduzione della quota piena delle accise danneggia imprese e cittadini

La decisione del Governo di reintrodurre la quota piena delle accise porta ulteriori spese a famiglie e aziende in un momento in cui l’aumento generalizzato dei prezzi sta mettendo a dura prova la tenuta sociale, soprattutto nei territori più poveri e disagiati. Lo stop al taglio delle accise, infatti, determina un aumento, nel mese di gennaio, di +30 centesimi su un litro di benzina o gasolio rispetto a marzo scorso, e di +18 centesimi al litro rispetto a dicembre.

Questa la dichiarazione del Presidente di Confesercenti Reggio Calabria Claudio Aloisio che continua – come riportato da uno studio di Faib Confesercenti, i rincari andranno ad incidere di media, su base annua, per 300 euro a famiglia rispetto a marzo, e 180 euro rispetto a dicembre, senza tener conto dell’effetto traino che produrranno su tutti i beni di consumo e sull’inflazione interna che è già a livelli preoccupanti.

In soldoni, ogni pieno di benzina costerà circa 15 euro in più rispetto a 10 mesi fa. Il tutto senza considerare che essendo ancora in piena crisi energetica, con una guerra in atto e ulteriori tensioni geopolitiche che si stanno innescando alle porte dell’Europa, c’è il rischio concreto di nuove impennate delle quotazioni sui mercati internazionali che genereranno ulteriori aggravi per famiglie e imprese.

È bene ribadire – conclude Aloisio – che i gestori carburanti non determinano il prezzo di vendita che è deciso dalle compagnie petrolifere. A loro, al di là del costo alla pompa, vanno soltanto 3,5 centesimi lordi al litro. Va da sé che più il prezzo è alto, meno carburante si vende, il che porta a un decremento del fatturato il quale, sommato alle maggiori spese di gestione legate agli aumenti energetici, sta mettendo ancor di più alle corde un settore già in grande difficoltà.

Finalmente a Reggio Calabria qualcosa si muove. Le considerazioni del Presidente Aloisio

E pur si muove!
No, non si tratta della Terra citata nella celebre frase attribuita a Galileo bensì di Reggio, o meglio di una parte di quella intellighenzia reggina a lungo silente che, negli ultimi giorni, è tornata a farsi sentire.

Ho letto con attenzione e soddisfazione gli ultimi interventi di alcune personalità in vista della nostra comunità, tra tutte il Presidente della Camera di Commercio Ninni Tramontana e il dottor Eduardo Lamberti Castronuovo. Due imprenditori di successo che stimo e ho il piacere di conoscere personalmente. Due persone che continuano a investire il proprio tempo, ognuno per i ruoli che ha ricoperto o che ricopre, per lo sviluppo della città in maniera pressoché volontaristica, senza nulla guadagnare e nulla pretendere.

In un contesto apatico e rassegnato come quello degli ultimi anni vedere che, finalmente, dopo tanto tempo qualcuno “ci mette la faccia” pubblicamente parlando di futuro, programmazione, visione, è un sollievo e una speranza.

Sono sempre stato convinto che solo le tante intelligenze presenti a Reggio, imprenditori, professionisti, semplici cittadini possano, mettendo insieme le loro competenze, cambiare concretamente le cose invertendo quel trend negativo che ci sta risucchiando in un vortice sempre più fosco e periglioso.

Voglio però essere molto chiaro: con questo intervento non intendo entrare nel merito di alcuna diatriba o strumentalizzazione politica perché non credo sia utile, in un momento così difficile per l’area metropolitana, creare contrapposizioni che corrono il rischio di trasformarsi in sterili polemiche senza costrutto. Qui non si tratta di essere pro o contro qualcuno ma di operare per raggiungere un chiaro obiettivo: quello della crescita di un territorio dalle innumerevoli potenzialità che aspettano solo di essere valorizzate. Anche su questo punto, quindi, credo sia giunta l’ora di modificare approccio e mentalità.

Il bene comune lo si raggiunge impegnandosi, costruendo, coinvolgendo. Ed è per tale motivo che ho particolarmente apprezzato un concetto espresso e ribadito da tutti i protagonisti del dibattito cittadino che si è aperto con i recenti interventi pubblici. Un concetto forte, positivo, la “stella polare” da seguire per lo sviluppo della nostra terra che deve partire da subito e non può attendere eventuali elezioni al di là da venire o partite politiche e personali che vengono giocate sulla pelle dei reggini seguendo vecchie e logore logiche spartitorie e di potere. Mi riferisco al fare squadra, fare gruppo, mettersi insieme a lavorare per la nostra comunità creando progettualità, strategie, proposte atte a risolvere le innumerevoli criticità che siamo chiamati ad affrontare in un continuo e, francamente, ormai intollerabile stato di emergenza.

Non c’è da aspettare alcun intervento salvifico. Solo noi possiamo determinare il nostro futuro e, finalmente, sembra che inizino a palesarsi le condizioni perché ciò accada.

Claudio Aloisio
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

Reggio Calabria per l’ennesimo anno agli ultimi posti per qualità della vita

Ultima per Avvenire nella ricerca presentata in collaborazione con la Scuola di Economia Civile, al 95° posto nello studio realizzato da Italia Oggi con l’Università La Sapienza e al 101° nel più recente rapporto del Sole 24 ore.

Quest’anno, come lo scorso e l’altro ancora, sin da quando ho memoria, Reggio Calabria brilla in negativo in tutte le classifiche che analizzano la qualità della vita valutando diversi parametri: ricchezza, infrastrutture, servizi, sicurezza, opportunità lavorative, ambiente, cultura e innumerevoli altre categorie che caratterizzano, appunto, la qualità della vita di una comunità.

Le difficoltà che emergono da queste analisi non sono solo di Reggio, ovviamente, ma della Calabria, regione fanalino di coda in pressoché la totalità delle graduatorie e, più in generale, del Meridione che si trova da sempre escluso dalle prime venti o trenta posizioni.

Il problema a mio avviso, quindi, non è nell’accuratezza di tali studi che può tranquillamente essere messa in discussione se ci si sofferma a considerare la posizione dell’uno o dell’altro territorio, ma in ciò che i dati contenuti in essi ci consegnano in termini tendenziali.

L’Italia è sempre più divisa, il gap tra Nord e Sud lungi dal ridursi, si amplia creando, di fatto, le condizioni perché coesistano cittadini di serie A e di serie B con gli stessi doveri ma differenti diritti.

Questo scenario, indegno per una società che ama definirsi civile, ha nella sua genesi diverse motivazioni, esogene, endogene, antropologiche, culturali e storiche che, sicuramente, non possono essere banalizzate da sintesi spesso viziate da preconcetti, strumentalizzazioni o sterili piagnistei che tendono a nascondere l’abbondante polvere che produciamo sotto il tappeto.

Come collettività, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità che sono tante e pesanti, ad iniziare dal lassismo, dalla rassegnazione, dall’inazione, dal non voler metterci la faccia “sporcandosi le mani” e agendo in prima persona nel tentativo di cambiare le cose.

Troppo spesso ci limitiamo a lagnarci senza nulla fare, non avendo neanche la capacità di esprimere una classe dirigente minimamente adeguata non tanto e non solo a governare i processi ma anche e soprattutto a tutelarci lì dove si prendono le decisioni.

Come spiegare altrimenti la vergogna di un federalismo che contribuisce, anno dopo anno, a rendere ricchi i più ricchi e poveri i più poveri. Che avrebbe dovuto essere cooperativo divenendo invece competitivo, generando così aberrazioni come quella della “spesa storica” che ancora oggi, al di là delle belle enunciazioni, continua a far sì che si dia di più a coloro che hanno già molto e di meno a chi non ha nulla?

Com’è potuta passare una modifica costituzionale di tale portata senza che i nostri rappresentanti in parlamento si opponessero strenuamente, facendo fronte comune superando le distinzioni di appartenenza politica e indossando unicamente la maglietta di un Mezzogiorno bistrattato e umiliato?

Ed ora si giocherà la partita del Regionalismo Differenziato, un’altra perversione normativa che, ove venisse messa in atto, darebbe il definitivo colpo di grazia ai territori meridionali.

Non possiamo continuare con il refrain trito e ritrito di “piove governo ladro”. Non possiamo neanche aspettare che venga qualcuno a salvarci. Dobbiamo impegnarci tutti, in prima persona, per la crescita della nostra terra mettendo competenze e capacità al suo servizio, dandoci da fare per diventare gli unici artefici del nostro destino.

Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di essere una comunità, fieri di considerarci reggini, calabresi, meridionali. Perché non siamo secondi a nessuno anche se da secoli tentano di farcelo credere.

Altrimenti niente cambierà, anzi, la situazione peggiorerà ulteriormente e continueremo a leggere classifiche e studi che certificheranno la distanza sempre più ampia tra due Italie una delle quali, stante così le cose, non avrà più la forza e la capacità di risalire la china.