Libero Grassi, 29 anni dopo, il ricordo di Confesercenti

“Non pago perché sarebbe una rinunzia alla mia dignità di imprenditore” “Non pago perché sarebbe una rinunzia alla mia dignità di imprenditore”. Così Libero Grassi l’11 aprile 1991 in un’intervista a Michele Santoro. Tre mesi prima, il 10 gennaio, Libero scrisse una lettera al “Caro estortore”, pubblicata in prima pagina dal Giornale di Sicilia, chiedendogli “di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia”. Questo era Libero Grassi. Un imprenditore che il 29 agosto 1991, esattamente 29 anni fa, alle 7.30 del mattino, fu assassinato dalla mafia per aver detto un No chiaro e deciso al ‘pizzo’ e al racket delle estorsioni. Il suo impegno…
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Fonte: Confesercenti Nazionale

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